Il certificato di abitabilità nella vendita di immobili: principali informazioni

Come fare per sapere se l’immobile che vogliamo acquistare è sicuro? Il certificato di abitabilità risponde a questo interrogativo.

Può sembrare una domanda banale perché, nelle procedure di vendita degli immobili, gli acquirenti valutano inizialmente e principalmente altri parametri (la  metratura, la zona, il costo, gli aspetti “estetici”, giusto per fare qualche esempio). Ma la sicurezza dell’edificio e degli impianti idrici, elettrici, termici, la salubrità dell’immobile, le dimensioni minime dei locali e il rapporto tra aria e luce, e quindi la loro idoneità ad accogliere le persone, sono tutti elementi che devono rispondere a dei parametri stabiliti per legge e che sono attestati proprio nel certificato di abitabilità. Un documento che dunque assicura la destinazione ad uso abitativo degli immobili.

Il riferimento normativo da tenere in considerazione è il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, emanato con D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 ed entrato in vigore il 30 giugno 2003.

Questa legge sancisce che il certifico di abitabilità deve essere richiesto per:

  • le nuove costruzioni
  • le ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali
  • gli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di igiene e sicurezza

Alle norme del Testo Unico si aggiungono le recenti modificazioni introdotte dal D. Lgs. 222 del 25 novembre 2016 che incidono sulle modalità con cui si presenta e si ottiene il certificato di agibilità. Prima dell’entrata in vigore di questo decreto, il certificato di abitabilità si otteneva presentando una richiesta ai competenti uffici comunali mentre attualmente è possibile ottenere il certificato di agibilità attraverso un’autocertificazione presentata dal proprietario dell’immobile e validata da una perizia del direttore dei lavori (o di un altro professionista a ciò abilitato) in cui si attestano le condizioni di sicurezza, igiene e salubrità richieste dalla legge.

Cosa è importante tenere a mente rispetto al certificato di abitabilità nella vendita di immobili?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha sancito l’obbligo da parte del venditore di richiedere il certificato di abitabilità (o comunque di provvedervi) insieme all’obbligo di consegnarlo all’acquirente.  Ripercorrere qui i dettagli del caso che hanno portato a questa pronuncia è un po’ complesso, ma ciò che dovete tenere a mente nelle trattative di vendita degli immobili è che la mancanza del certificato di abitabilità determina una sorta di incommerciabilità dell’immobile e l’acquirente può richiedere sia la risoluzione del contratto sia il risarcimento del danno.  Quindi è indispensabile che il venditore si trovi in regola con quest’obbligo di legge.

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